Roma, 5 Ottobre 2023Al crepuscolo del potere temporale della Chiesa, in una Roma che non esiste più e che possiamo immaginare solo come un dagherrotipo color seppia popolato di fantasmi, il 7 febbraio del 1866, il principe Marcantonio Borghese e sua moglie Teresa de la Rochefoucauld organizzarono nei sontuosi saloni della loro residenza romana l’ultimo ballo di Carnevale della Roma pontificia. Il ballo in costume era una antica tradizione romana e i principi lo vollero portare all’empireo riunendo a palazzo Borghese tutte le grandi famiglie della nobiltà romana”.

Così La Repubblica, il quotidiano nazionale fondato nel 1976 dal giornalista Eugenio Scalfari e con una tiratura di oltre 200.000 copie, dedica la pagina di Arte Mostre e Fotografia al nuovo libro di Andrea Cotticelli L’ultimo gran ballo della Roma Pontificia. Ritratti e Storie Familiari della Nobiltà dell’Ottocento, edito da Palombi Editori e uscito in questi giorni in tutta Italia, con un ampio e dettagliato articolo a firma della giornalista Arabella Cifani.

Gli invitati al ballo erano tutti appartenenti a famiglie dalle storie secolari, che in alcuni casi si facevano risalire addirittura all’impero romano.

Un singolare e interessante libro recentemente uscito (Andrea Cotticelli L’ultimo gran ballo della Roma Pontificia. Ritratti e Storie familiari della Nobiltà dell’Ottocento, Palombi, 2023) ricostruisce le vicende personali e familiari di venti tra i maggiori esponenti della Nobiltà Romana, che furono a quel ballo e pubblica anche una serie di suggestive foto che li ritraggono in costume”.

Nel libro vengono narrate le storie personali e familiari, le passioni politiche, gli amori, gli interessi economici e culturali di membri delle case Borghese, Orsini, Colonna, Barberini, Odescalchi, Aldobrandini, Massimo Lancellotti, Pallavicini, Sforza Cesarini, Sacchetti, Theodoli, Patrizi Naro Montoro, Lavaggi, Marescalchi, Carpegna Falconieri Gabrielli, Lovatelli, Savorgnan di Brazzà, Boncompagni Ludovisi, Doria Pamphilj Landi e Cavazzi della Somaglia: praticamente tutto il Gotha romano”.

Il Principe Ladislao Odescalchi (1846-1922) in costume da Ussaro al Ballo Borghese 1866 (Collezione A. Cotticelli)
Il Principe Ladislao Odescalchi (1846-1922) in costume da Ussaro al Ballo Borghese 1866
(Collezione A. Cotticelli)

Se scorriamo una carrellata di immagini di questi principi li possiamo vedere, per un momento, riprendere vita come nella lanterna magica di Proust che “sostituiva all’opacità dei muri impalpabili iridescenze, soprannaturali apparizioni multicolori, dov’eran dipinte leggende come in una invetriata vacillante e momentanea.”

Ma cosa furono le loro vite? È una domanda che ci poniamo poco, anche davanti ai ritratti e che invece andrebbe sempre fatta perché quelle tele con un po’ di colore o quelle foto antiche, sono le parvenze di esseri umani che furono vivi, con le loro passioni, le loro gioie, speranze e dolori, passati per un momento, come tutti, sulla terra, venuti dal nulla e poi tornati alla polvere e al mistero”.

Quel ballo fu veramente l’ultimo atto di una nobiltà e di un mondo che finiva”.

La Repubblica
5 Ottobre 2023

La Duchessa Vittoria Sforza Cesarini (1846-1932) in costume da Vittoria Colonna al Ballo Borghese 1866 (Collezione A. Cotticelli)
La Duchessa Vittoria Sforza Cesarini (1846-1932) in costume da Vittoria Colonna al Ballo Borghese 1866
(Collezione A. Cotticelli)