Il Popolo Veneto: Novità in libreria: “Le chiavi del Mediterraneo”

Rovigo, 16 gennaio 2021 Gli esordi del Colonialismo Italiano che gettarono le basi di quello che divenne poi l’Impero Coloniale Italiano in Africa vengono narrati nel nuovo libro di Andrea Cotticelli Le chiavi del Mediterraneo. Gli esordi del Colonialismo Italiano, edito da Palombi Editori, uscito in questi giorni in tutta Italia.
Nella seconda metà dell’Ottocento l’Italia fu l’ultima delle Potenze europee ad inserirsi nella contesa coloniale. Esploratori, missionari e commercianti italiani si avventuravano in territori sconosciuti dell’Africa per aprire la via a possibili stabilimenti commerciali, protettorati e colonie. I governi italiani, superati i molteplici problemi dovuti alla recente unificazione del Paese e stabilizzata la posizione dell’Italia nel concerto europeo, cominciarono ad indirizzare il loro sguardo verso l’oltremare.
Così Il Popolo Veneto, giornale di Rovigo fondato nel 1921, apre la pagina di Cultura con un articolo dedicato al nuovo libro di Andrea Cotticelli: “Le chiavi del Mediterraneo. Gli esordi del Colonialismo Italiano”, nel quale emerge la figura di Pasquale Stanislao Mancini che fu Ministro degli Affari Esteri dal 1881 al 1885.
“Le mire del governo italiano furono in un primo tempo orientate verso il vicino Mar Mediterraneo. Ma il colpo di mano messo a segno dalla Francia con l’occupazione di Tunisi nel 1881, il mancato intervento in Egitto a fianco della Gran Bretagna nel 1882 e la rinuncia a sbarcare a Tripoli nel 1884, avevano precluso all’Italia le coste dell’Africa settentrionale. A questo punto Mancini indirizzò le sue mire verso le sponde africane del Mar Rosso convinto di trovare lì Le chiavi del Mediterraneo”.
“Fu così che l’Italia il 5 febbraio 1885 occupava Massaua, il porto più importante del Mar Rosso, e a seguire pose sotto il Tricolore tutto il tratto di costa eritrea compreso tra Massaua ed Assab per una lunghezza di circa 400 chilometri”.
“Ho ritenuto opportuno scrivere degli esordi delle imprese coloniali dell’Italia nella convinzione che essi abbiano segnato una tappa di grande rilievo nella storia nazionale e che valga oggi la pena di essere riscoperta”.
Il Popolo Veneto
16 Gennaio 2021

