Tarquinia, 18 gennaio 2020 La vita della Regina Nera di Roma e notizie sul territorio e le vicende storiche dell’allora Corneto-Tarquinia sono narrate nel libro di Andrea Cotticelli Beatrice Orsini Sacchetti la regina nera nella Roma papalina del XIX secolo, edito da De Luca Editori D’Arte con il patrocinio della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus. Il volume è stato presentato dall’autore alla Società Tarquiniense d’Arte e Storia presso la Sala Sacchetti del Palazzo dei Priori, dove è intervenuta la Presidente Alessandra Sileoni.

Andrea Cotticelli e Alessandra Sileoni, Presidente Società Tarquiniense d’Arte e Storia
Andrea Cotticelli e Alessandra Sileoni, Presidente Società Tarquiniense d’Arte e Storia

Durante i pontificati di Pio IX e Leone XIII, la marchesa Beatrice Sacchetti nata principessa Orsini (1837-1902), vero modello di nobildonna, seppe muoversi con abilità e ingegno nel complicato labirinto dell’aristocrazia romana, difendendo con fierezza la bandiera del Papato, tanto da meritare il titolo di “Regina Nera” tra la nobiltà nera di Roma.

Il libro di Andrea Cotticelli offre anche notizie sul territorio e sulle vicende storiche dell’allora Corneto-Tarquinia, città molto legata ai Sacchetti, come il coinvolgimento del marchese Urbano Sacchetti, marito di Beatrice, nel caso della ferrovia di Corneto.

Nel 1864 Urbano Sacchetti ereditò il titolo di Marchese di Castel Romano ed entrò in possesso dei suoi beni, tra i quali figuravano a Roma: Palazzo Sacchetti di via Giulia e la Vigna Sacchetti dei Parioli; mentre a Corneto-Tarquinia: le Tenute di Vallegata e Vaccareccia, compreso Palazzo Sacchetti in piazza Sacchetti.

Per prassi familiare ottenne la carica di Foriere Maggiore dei Sacri Palazzi Apostolici, occupando di fatto un ruolo di spicco nella Corte Pontificia, e sotto Papa Pio IX ricoprì anche la carica politica di Consigliere di I classe di Roma.

Nella sua carica di Consigliere Urbano era ritenuto una personalità dotata di una certa influenza nella Roma pontificia e quindi considerato un punto di riferimento per molti cittadini che speravano di risolvere, tramite sua intercessione, alcune questioni per loro di estrema importanza.

Una di queste fu la richiesta da parte degli abitanti di Corneto, oggi Tarquinia, che pregavano il marchese Sacchetti di intercedere per loro presso il Governo Pontificio affinché la «strada ferrata» Roma-Civitavecchia, in fase di prolungamento fino a Chiarone presso il confine toscano, passasse il più vicino possibile al centro abitato di Corneto.

Per volontà di Pio IX aveva avuto inizio la realizzazione delle Ferrovie Pontificie. La linea ferroviaria Roma-Civitavecchia fu costruita entro i termini stabiliti e aperta al pubblico nell’aprile del 1859, ben sei mesi prima del previsto. Una volta terminata la linea ferroviaria Roma-Civitavecchia, ne venne deciso il prolungamento verso nord, fino al confine con la Toscana, con lo scopo di completare il sistema ferroviario sulla fascia tirrenica della penisola.

Marchese Urbano Sacchetti (1835-1912), Foriere Maggiore dei Sacri Palazzi Apostolici
Marchese Urbano Sacchetti (1835-1912), Foriere Maggiore dei Sacri Palazzi Apostolici
La Famiglia Sacchetti nel 1865 ritratta con i parenti Orsini, Barberini e Torlonia
La Famiglia Sacchetti nel 1865 ritratta con i parenti Orsini, Barberini e Torlonia
Libro di Andrea Cotticelli: Beatrice Orsini Sacchetti la regina nera nella Roma papalina del XIX secolo
Libro di Andrea Cotticelli: Beatrice Orsini Sacchetti la regina nera nella Roma papalina del XIX secolo

Durante i lavori di prolungamento della «strada ferrata» Roma-Civitavecchia gli abitanti di Corneto, rappresentati dal notabile cavalier Domenico Boccanera, nel 1864 si rivolsero all’influente marchese Urbano Sacchetti affinché il tracciato della ferrovia passasse il più vicino possibile alla città per godere anch’essi dei vantaggi dell’opera di ammodernamento intrapresa dalla Stato Pontificio.

La linea ferroviaria fu aperta al servizio pubblico il 22 giugno del 1867 e il treno, con partenza dalla stazione di Roma Porta Portese, usciva dall’Urbe alle 6, arrivava a Corneto alle 8,57 ed alle 9,42 raggiungeva la stazione di Montalto.

Il costo del biglietto di andata e ritorno era di 1,83 scudi in prima classe e di 1,17 scudi in seconda classe.

Purtroppo bisogna prendere atto che, nonostante l’interesse e le pressanti insistenze di Urbano Sacchetti presso il Governo Pontificio per favorire le aspirazioni degli abitanti di Corneto, la ferrovia Roma-Civitavecchia-Chiarone fu costruita secondo il progetto originale, cioè seguendo il percorso più lontano dal centro cittadino, come si può vedere ancora oggi.