Il nuovo libro di Andrea Cotticelli con il suo protagonista
il Principe Filippo Massimo Lancellotti su L’Irpinia
Avellino, 3 Agosto 2023 “Nel libro di Andrea Cotticelli i protagonisti dell’ultimo gran ballo della Roma pontificia”. Così titola L’Irpinia, quotidiano online di Avellino e dell’Irpinia, l’articolo che ha voluto dedicare sulla pagina Cultura al nuovo libro di Andrea Cotticelli.
“Ha visto la luce – scrive L’Irpinia – in questi giorni il libro di Andrea Cotticelli, giornalista e scrittore, L’ultimo gran ballo della Roma Pontificia. Ritratti e Storie Familiari della Nobiltà dell’Ottocento, edito da Palombi”.
“Nel volume – prosegue L’Irpinia – vengono narrate le storie personali e familiari, le passioni politiche, gli amori, gli interessi economici e culturali di venti tra i maggiori esponenti della Nobiltà Romana del XIX secolo, appartenenti alle grandi casate dei: Borghese, Orsini, Colonna, Barberini, Odescalchi, Aldobrandini, Massimo Lancellotti, Pallavicini, Sforza Cesarini, Sacchetti, Theodoli, Patrizi Naro Montoro, Lavaggi, Marescalchi, Carpegna Falconieri Gabrielli, Lovatelli, Savorgnan di Brazzà, Boncompagni Ludovisi, Doria Pamphilj Landi e Cavazzi della Somaglia”.
“In particolare, – sottolinea L’Irpinia – con l’Irpinia ebbero stretti legami storici e familiari: il Principe Filippo Massimo Lancellotti (1843-1915), Principe di Lauro e di Marzano, che legò il suo nome all’immane opera di restauro del Castello Lancellotti di Lauro; la Principessa Giulia Orsini (1847-1909), Principessa di Roccagorga e di Solofra, che fu la moglie del Principe Assistente al Soglio Pontificio; e il Principe Fabrizio Colonna (1848-1923), Principe di Avella, che fu Senatore del Regno d’Italia”.

(Collezione A. Cotticelli)
“Con la Breccia di Porta Pia – conclude L’Irpinia – e l’arrivo dei Savoia a Roma, divenuta la capitale del Regno d’Italia, molti dei protagonisti del Ballo Borghese, non avrebbero più avuto occasione di riunirsi in simili eventi, perché la Nobiltà Nera, per protesta contro gli usurpatori sabaudi e per incrollabile fedeltà al Papa “prigioniero” in Vaticano, si estraniò completamente dalla vita pubblica italiana, mentre la Nobiltà Bianca vi prese parte attiva. E così il Ballo Borghese del 1866 resta un grande affresco storico, culturale e sociale dell’élite della seconda metà dell’Ottocento, apice del lusso e del potere romano ma allo stesso tempo canto del cigno della Roma Pontificia”.
L’Irpinia
3 Agosto 2023


